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WILD: dimmi come ti chiami e ti dirò chi sei! W.ine I.n L.ove D.arlin’

Prima di arrivare a Wild ne ho fatta tanta, tantissima di strada! Sarebbe molto più facile dire “lo avevo sempre saputo che si sarebbe chiamata così”, ma sarebbe una menzogna bella e buona! 

Prima di avere un colpo di fulmine ho passato in rassegna tutte le mie esperienze pregresse, ogni possibile rifermento a vini, vitigni, tecniche, film, musica, libri, ho fatto un volo senza paracadute sull’enogastronomia e sono anche riuscita a tornare indietro. Ma niente, tabula rasa, nessuna idea, o quanto meno quelle che avevo sembravano tutte scontate e banali. 

Poi alla fine una folgorazione: ho pensato ai vini naturali, all’idea che io ne avevo, a come le persone percepiscono questi vini. Ho pensato che i vini naturali hanno la reputazioni di piccoli “selvaggi”, senza regole, liberi, non conformi. E ho pensato allo yoga, ad una delle mie posizioni preferite, Wild Thing  – la posizione selvaggia, quella che ti fa aprire il cuore, ti apre al mondo, ti lascia libero di esprimerti e allo stesso tempo espone tutta la tua essenza e la tua fragilità. E allora ho capito che non poteva essere che quello il nome! La mia enoteca, il mio posto, la mia casa fuori da casa, doveva chiamarsi così: WILD, un’idea precisa, ma anche libera da etichette e idee standardizzate; un’enoteca, sì, ma molto di più. Un luogo in cui parlare di vino, ma soprattutto dove è possibile incontrare il vino, un posto in cui non è necessario essere perfetti, perché la perfezione, che noia!!  E poi, chi dice cos’è la perfezione, cosa sia giusto o sbagliato quando si tratta di gusto, di olfatto, di pancia e di naso? Wild è il mio modo per dire quanto ami questo mondo, quanto ami bere per scoprire, stupirmi e talvolta semplicemente per il gusto di farlo! Per me il vino è amore, per le tradizioni, per le sperimentazioni, per la terra, è amore per l’istinto che dovremmo riscoprire nel nostro gusto, libero da condizionamenti. 

Da Wild siamo liberi pensatori, siamo umili viaggiatori, siamo curiosi, siamo sperimentatori, siamo anche abbastanza svegli da dire ”mi sbagliavo” oppure “non mi piace”, ma siamo liberi di essere noi stessi. Siamo un pò selvaggi, appunto. E, via piaccia o no, siamo – sono – praticanti di yoga; è un pallino, lo yoga, una fissazione, un porto sicuro, che non poteva non intersecarsi con le altre passioni.

Il logo di Wild unisce interessi vecchi e nuovi, rappresenta la dedizione alle cose: un calice di vino, perché la vita, senza brio, sarebbe una noia mortale, e come diceva qualcuno molto, molto più bravo di noi,  la vita è troppo breve per bere vini mediocri! Appunto, il limbo non ci piace, la mediocrità non fa per noi, potete amarci o odiarci, perché in alcune cose siamo estremi, ma sempre onesti! E il bicchiere, nel logo, nasce dai petali del loto ( eh ci risiamo con lo yoga!!), fiore che per eccellenza rappresenta gli ideali di autenticità, così forte da nascere e resistere anche in condizioni davvero avverse, che pur emergendo dal fango, rimane puro e bellissimo. 

Questa è Wild, questi sono i nostri vini, questi siamo noi! La bellezza di Wild è che qui non c’è un gusto sbagliato o giusto; potete venire e provare, cambiare idea, potete uscire perplessi e magari ( me lo auguro!!) tornare curiosi e, perché no, ancora scettici. Sarà una bellissima sfida confrontarsi e forse riuscire a farvi cambiare idea! Qui potrete sperimentare, imparare a conoscere voi stessi attraverso un bicchiere, ubriacarvi di luoghi e sapori, scoprire terre incontaminate e mondi sconosciuti; qui potrete semplicemente assaggiare e camminare con noi! 

Il mondo del vino, per certi versi, è ancora un mondo da scoprire, ci mette in contatto con le nostre emozioni … siete pronti ad emozionarvi e viaggiare con noi? 

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